Villa Camilla ad Alzano Lombardo: Il Monumento d’Amore e Cemento della Val Seriana
Nel cuore della Val Seriana, sorge Villa Camilla, una dimora che incanta e spaventa al tempo stesso chiunque ne incroci lo sguardo oltre l’alta recinzione. Questa struttura rappresenta uno dei casi più emblematici di architettura abbandonata in Lombardia. La sua storia non racconta solo la decadenza di un edificio, ma celebra il legame indissolubile tra il sentimento privato di una grande famiglia e l’inarrestabile ascesa industriale della bergamasca a cavallo tra Ottocento e Novecento.
La nascita di un dono nuziale in stile Neorinascimentale di Villa Camilla
L’origine di Villa Camilla risale al 1895, quando Augusto Pesenti, esponente della celebre dinastia legata all’industria del cemento, decise di edificare una residenza monumentale. Egli concepì la villa come un sontuoso regalo di nozze per la sua sposa, Camilla Donadoni, battezzando la dimora con il nome della donna amata. Il progetto portava la firma dell’architetto Virginio Muzio, il quale disegnò un edificio che fondeva l’eleganza del neorinascimentale con le innovazioni tecniche dell’epoca. Pesenti utilizzò la costruzione della propria casa come un vero e proprio manifesto pubblicitario per la sua azienda, impiegando il cemento Portland per realizzare non solo le parti strutturali, ma anche i delicati fregi e le decorazioni che solitamente richiedevano l’uso della pietra.
Inizialmente la villa presentava una forma cubica e compatta, ma la rapida crescita della famiglia spinse i proprietari a richiedere ampliamenti significativi nei primi anni del Ventesimo secolo. Gli interventi successivi aggiunsero due imponenti ali laterali e un terzo piano, arricchendo la facciata con torrette ottagonali e bow-window di gusto eclettico. Questi elementi trasformarono la dimora in un labirinto di saloni affrescati, serre in stile orientale e scalinate scenografiche, rendendo Villa Camilla una delle residenze più ammirate dell’intera provincia di Bergamo.