Il Manicomio di Mombello: Storia, Segreti e Orrori dell’Ex Ospedale Psichiatrico più grande d’Europa

Il Manicomio di Mombello, non rappresenta solo un ammasso di rovine ricoperte di graffiti. Per decenni, questa struttura ha detenuto il primato di ospedale psichiatrico più vasto d’Europa, una vera e propria “città dei matti” che ospitava migliaia di persone. Oggi, il silenzio dei suoi corridoi racconta una storia di sofferenza, avanguardia scientifica e metodologie psichiatriche che fanno ancora discutere.

Le Origini: Da Villa Aristocratica a Cittadella della Follia

La storia di Mombello inizia ben prima della psichiatria. Nel Settecento, la splendida Villa Pusterla ospitò persino Napoleone Bonaparte. Tuttavia, nel 1863, la Provincia di Milano acquistò la proprietà per far fronte al sovraffollamento dei reparti psichiatrici cittadini.

In pochi anni, l’amministrazione trasformò la villa in un enorme complesso ospedaliero. Architetti e medici progettarono una struttura autosufficiente, dotandola di panetterie, lavanderie e laboratori artigianali. Al suo apice, la struttura arrivò a ospitare oltre 9.000 pazienti, diventando un microcosmo isolato dal resto del mondo.

manicomio di Mombello tavolo con documenti
sala con lettino
dettaglio finestre
manicomio di Mombello stanza con macchinari

La Vita all’Interno: Tra Contenzione e Isolamento

All’interno delle mura di Mombello, il personale medico applicava una rigida gerarchia. I pazienti vivevano divisi in reparti in base alla gravità della loro patologia e alla loro pericolosità sociale. Mentre le guardie e gli infermieri sorvegliavano costantemente i malati, le alte inferriate alle finestre impedivano ogni tentativo di fuga.

L’istituzione non fungeva solo da luogo di cura, ma soprattutto da strumento di controllo sociale. Chiunque manifestasse comportamenti non conformi alla morale dell’epoca, dalle donne ritenute ribelli agli oppositori politici, rischiava l’internamento a vita.

manicomio di Mombello aula scolastica
parete e dettaglio

Le Cure Psichiatriche a Mombello: L’Era dell’Elettroshock

La psichiatria del XX secolo cercava risposte drastiche a problemi complessi attraverso terapie che oggi definiremmo brutali. I medici somministravano scariche elettriche per indurre convulsioni, sperando di resettare il cervello dei pazienti affetti da schizofrenia o depressione. Parallelamente, il personale utilizzava l’insulino-terapia, inducendo i degenti in coma ipoglicemico temporaneo tramite dosi massicce di insulina.

Nei casi più estremi, i chirurghi intervenivano fisicamente sui lobi frontali del cervello con la lobotomia per sedare i soggetti più violenti. Anche l’idroterapia occupava un ruolo centrale, sebbene l’uso di bagni ghiacciati o prolungati servisse spesso più come metodo di contenzione fisica che come reale beneficio terapeutico. Accanto a queste pratiche, il direttore Giuseppe Antonini promosse l’ergoterapia, impiegando i pazienti in attività agricole e manifatturiere per mantenerli produttivi.

manicomio di Mombello macchinario con sedia
manicomio di Mombello giardino esterno
manicomio di Mombello poltrona rossa

Il Caso Benito Albino Mussolini

Uno dei segreti più oscuri di Mombello riguarda Benito Albino Mussolini, il figlio illegittimo del Duce e di Ida Dalser. Per cancellare ogni traccia della sua esistenza e della sua parentela scomoda, il regime fascista ne ordinò l’internamento forzato. Il giovane morì tra le mura di Mombello nel 1942, vittima di un sistema che usava la psichiatria come arma politica per far sparire le persone indesiderate.

La Legge Basaglia e l’Inesorabile Declino

Il destino di Mombello mutò radicalmente nel 1978 con l’approvazione della Legge 180 (Legge Basaglia). La nuova normativa impose la chiusura dei manicomi e la restituzione della dignità ai malati mentali. Il processo di dismissione fu lungo e complesso, portando alla chiusura definitiva dell’ultimo padiglione solo negli anni ’90.

Da quel momento, il degrado ha preso il sopravvento. La vegetazione selvaggia ha invaso i giardini e i vandali hanno saccheggiato gran parte degli arredi storici. Nonostante l’abbandono, il Manicomio di Mombello rimane una meta iconica per chiunque voglia comprendere il lato più oscuro della storia della medicina italiana.

Se sei curioso, trovi le foto del mio ultimo sopralluogo a Mombello nel post ‘Ritorno al Manicomio di Mombello‘.

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manicomio di Mombello finestra con edera
corridoio
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