Il Castello “Clone” di Rovasenda: Segreti, Vendetta e Rinascita del Maniero di Carlo Nigra

A poche centinaia di metri dal cuore medievale di Rovasenda sorge una struttura che sfida le leggi del tempo e della parentela. Il cosiddetto Castello Nuovo rappresenta uno dei casi più affascinanti di architettura neomedievale in Piemonte. Immerso nel silenzio della campagna vercellese, questo gigante di mattoni racconta una storia fatta di orgoglio ferito, grandi ambizioni e un amore capace di costruire monumenti.

Castello "Clone" di Rovasenda
Castle of Rovasenda - Castello "Clone" di Rovasenda

Una sfida architettonica nata da un segreto di famiglia

La storia del borgo ha inizio ufficialmente nel 1170, quando Alberto di Rovasenda edifica il maniero originale per difendere il territorio con fossati e torri possenti. Tuttavia, la vera leggenda nasce ottocento anni dopo, quando il Conte Luigi di Rovasenda, Prefetto del Regno d’Italia, decide di sfidare la propria dinastia. Luigi scopre di non poter ereditare il castello ancestrale a causa della sua condizione di figlio illegittimo. Questa esclusione dal testamento trasforma il suo dolore in una vendetta creativa e monumentale.

Sostenuto dalle immense ricchezze della moglie Caroline, figlia di un influente armatore inglese, Luigi pianifica la costruzione di una dimora che oscuri quella originale. Il Conte chiama da Torino il geniale architetto Carlo Nigra, già celebre per aver progettato il Borgo Medievale dell’Esposizione Universale del 1884. Tra il 1901 e il 1904, Nigra realizza un’opera straordinaria che tutti definiscono un clone del castello antico, sebbene presenti dimensioni più contenute e dettagli stilistici unici.

Castle of Rovasenda
Castle of Rovasenda
Castle of Rovasenda

Lusso d’avanguardia e innovazioni del primo Novecento

Luigi progetta il suo castello affinché ogni dettaglio ricalchi lo splendore di una residenza principesca. La struttura si sviluppa su una pianta quadrata con quattro torri angolari e comprende cinque piani fuori terra, oltre a due livelli sotterranei destinati alle ghiacciaie e alle cantine. All’interno, il Conte fonde l’eleganza degli affreschi classicheggianti con le più moderne tecnologie dell’epoca. Il Castello Nuovo di Rovasenda stupisce i contemporanei introducendo i servizi igienici interni e un sofisticato impianto di riscaldamento, dotazioni quasi sconosciute nei manieri dell’epoca.

I proprietari vivono i fasti della Belle Époque tra pavimenti in legno pregiato e saloni decorati, rendendo la dimora un centro di vita mondana e culturale. Luigi e Caroline abitano il castello fino alla loro scomparsa, avvenuta rispettivamente nel 1940 e nel 1944. Con la fine della seconda guerra mondiale, però, il destino della proprietà cambia drasticamente. Gli eredi non risiedono stabilmente nella struttura e iniziano a disinteressarsi della manutenzione, segnando l’inizio di un lungo periodo di declino.

Castello di Rovasenda cucina
Castello "Clone" di Rovasenda bagno

Dal degrado dell’abbandono al nuovo lieto fine

Per decenni, il Castello Nuovo subisce l’assalto dei vandali e l’incuria del tempo. I ladri spogliano le stanze di ogni suppellettile preziosa, mentre le infiltrazioni d’acqua danneggiano gravemente il tetto e i preziosi affreschi. Nonostante una società privata acquisti l’immobile nel 1984, la struttura rimane in vendita per anni senza trovare un acquirente coraggioso.

Castello "Clone" di Rovasenda scala

Nel 2020 arriva finalmente la svolta che salva il castello dalla rovina definitiva. Un nuovo proprietario acquista il maniero per una cifra considerevole con l’intento di trasformarlo in una location esclusiva per eventi e matrimoni. Sebbene il restauro richieda sforzi economici immensi, il progetto promette di restituire al territorio vercellese un gioiello architettonico senza pari. Oggi il Castello di Rovasenda si prepara a riaprire i suoi portoni, dimostrando che l’orgoglio di un uomo e la visione di un grande architetto possono vincere anche contro il silenzio dell’abbandono.

 

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